Siqi Chen

Siqi Chen
Designer, Treviso

Il design per me è una vocazione, uno stimolo a ridefinire le regole del mondo. Nel buon design io ricerco la sincerità, ottenibile soltanto attraverso un processo creativo mirato ad un rapporto funzionale e allo stesso tempo emotivo con l’utente finale, spogliando il progetto del superfluo per arrivare a rendere l’interazione col prodotto finale un dialogo puro e positivo.
Sono sempre stato affascinato dal parallelismo tra il materiale ceramico e la disciplina del design: in entrambi è racchiuso un mondo di possibilità, in quanto materiale plasmabile in infinite forme in base allo scopo finale di un progetto, dando al contempo la vita alla bellezza.
Per questo motivo ho deciso di partecipare al Workshop ThinkTile di Mirage, vedendo in questo entusiasmante progetto l’opportunità per me di creare qualcosa di nuovo, esplorando inediti terreni di incontro tra il disegno industriale e il materiale ceramico.

Perché hai deciso di partecipare a ThinkTile?

Ho partecipato al workshop ThinkTile perché ho visto in questo progetto una grande opportunità di crescita per me come designer, in quanto non ho mai avuto prima d’ora la possibilità di entrare in contatto con il mondo della ceramica industrializzata e tanto meno quello del Gres Porcellanato. Infatti, entrare in Mirage per 7 giorni è significato per me imparare a conoscere un materiale in ogni suo stadio, dal stato naturale fino al prodotto finale, esplorando le sue potenzialità e al contempo limiti.

Che cos’è per te il Design?

Per me il design, in una concezione più ampia, significa proprio dare un senso al mondo che ci circonda, perché ora che viviamo in una società prettamente materialista e consumistica, il lavoro di un designer può veramente spaziare in qualunque cosa, dal micro al macro, “dal cucchiaio alla città” come diceva Rogers. In un certo senso io credo che il design renda la nostra vita più completa, perché riesce a dare emozione e significato ad ogni gesto che compiamo nell’arco di una giornata, attraverso una nuova sensibilità che ci viene proprio insegnato attraverso gli oggetti e dalla cultura del progettista che ha dato loro forma.

Cosa rappresenta oggi per te la ceramica nella progettazione degli spazi?

La ceramica per me è sempre stata prima di tutto il materiale “vivo” per eccellenza, perché la caratteristica che la rende unica è la sua capacità di prendere qualsiasi forma noi vogliamo dargli, e restituire delle qualità meccaniche e fisiche spesso superiore a molti altri materiali naturali che utilizziamo nell’arredo come il legno o la pietra. Questa sua natura quindi apre al progettista un mondo di possibilità inesplorate, e permette al consumatore una libertà di personalizzazione molto più ampia ad un costo molto più basso, con infine anche un impatto ambientale molto minore. Proprio ora che il mercato volge lo sguardo al mondo dei materiali naturali, credo che la ceramica abbia tutte le carte per diventare il fulcro della progettazione di ogni spazio, la carta bianca su cui si va a concretizzare le idee del designer o del consumatore.

Come valuti l’esperienza del team ThinkTile?

E’ stata un’esperienza assolutamente positiva, molto stimolante e altrettanto gratificante, sia al livello del professionale che al livello umano. Questo grazie alla ottima selezione del team di Mirage, che mi ha permesso di incontrare altri 5 giovani designer come me che però provengono da luoghi diversi e background culturali differenti, oltre che delle persone di grande valore, e proprio tutta questa diversità ha permesso una serena condivisione e reciproca contaminazione, permettendo alla nostra creatività di sfociare in tre progetti bellissimi. Da non dimenticare inoltre la calorosa accoglienza dello staff Mirage, che ci han fatti sentire a casa e parte di una grande famiglia, trattandoci con professionalità quando serve, ma tutto il resto del tempo ci hanno dato una sincera e generosa amicizia, regalandoci un ricordo di Pavullo nel Frignano che resta nel cuore.

Come team, cosa pensi di aver dato a Mirage durante questi 7 giorni di workshop?

Credo un po’ di freschezza, cosa che credo in fondo sia proprio quello che Mirage andava cercando in noi: mentre per noi era la prima esperienza di contatto col processo industrializzato della ceramica, e quasi ognuna delle nostre idee si scontravano inizialmente con i limiti tecnici del materiale e della produzione, per i ragazzi di Mirage si è rivelata un’opportunità di mettersi in gioco e scoprire la possibilità di cambiare le loro regole e dogmi quotidiani, per scendere in compromessi con le nostre proposte. Proprio in questo confronto abbiamo trovato spesso delle strategie di progetto alternative che nessuno aveva previsto, scaturendo una sensazione di entusiasmo e eccitazione che è stato il nostro carburante creativo per tutto il workshop.

 

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Twitter: @SiqiDesign

 

Dal 12 al 17 aprile vieni a scoprire i progetti ThinkTile al Fuorisalone 2016


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